mercoledì 30 novembre 2011

Mark Twain: Le avventure di Tom Sawyer

Oggi 30 novembre 2011, un nuovo Doodle maestoso che aggiunto alla mia collezione "I Doodles di Google".


E così Google ci sorprende ancora una volta, con un doodle dedicato al 176° anniversario della nascita di Mark Twain, giornalista e scrittore di fama internazionale. Mark Twain, considerato da molti come il maggiore esponente della letteratura americana dell'800, nato il 30 novembre 1835 in una piccola cittadina del Missouiri in Florida e, morto il 21 aprile 1910 a Ridding. 

Mark Twain 1835-1910
Il logo, che si presenta in un nuovo formato non interattivo come l'ultimo dedicato a Stanislaw Lem (con tanto di gioco e quiz), è una grande gigantografia che occupa quasi 1700 pixel in "full HD" con massima risoluzione di pixel, e comunque sempre d'impatto. E sopra al logo campeggia, per chi non è ancora iscritto, una freccia che indica Google+ il social network di Google a testimonianza che, l'impiego della societa di Mountain View a sviluppare il suo nuovo servizio è davvero massimo.

Il logo è ispirato al celeberrimo romanzo "Le avventure di Tom Sawyer" scritto nel 1876. Il disegno di Google raffigura la famosa scena del suddetto romanzo, dove al protagonista Tom Sawyer, è stato chiesto di dipingere la staccionata dalla zia Polly, finirà in una lotta con un altro ragazzo, Huckleberry Finn, al quale, con astuzia, farà dipingere la staccionata al suo posto. Nel Doodle infatti colorano e disegnano insieme le sei lettere di Google.

Il romanzo avrà un seguito in "Le avventure Huckleberry Finn", anche questo sarà un successo mondiale. Tra le sue opere di maggior successo troviamo anche "Il principe e il povero, "Un americano alla Corte di Re Artù" e "Vita sul Mississipi". 

Per me è sempre una scoperta conoscere gli scrittori di novelle lette da bambina . . . grazie Google e,  al prossimo Doodle!

venerdì 25 novembre 2011

La mia Perla

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Questo batuffolino grigio è la mia Perla da piccola, 1 mese di vita.






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Quì in questo video la sto facendo giocare con il mio ciondolo del cellulare . . .






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E in questo va in giro a perlustrare la stanza . . . molto buffa ma bella!

Double trouble






Double touble significa "doppia preoccupazione". Molto divertenti i film in bianco e nero di Simon's cat!
E questo mi ricorda tantissimo quando con la mia mamma, il 30 maggio 2010, si andò a prendere quel piccolo batuffolino grigio della mia Perla, che aveva 1 mese solo. Come era piccola !!! Mi ricordo che non fu tanto bene accolta dall'altra gatta, Priscilla, più grande di 17 anni. La mia Perla adesso ha quasi un anno e sette mesi

Eh sì, infatti . . . doppia preoccupazione!








mercoledì 23 novembre 2011

Stanislaw Lem: quando la fantascienza diventa gioco


Oggi, 23 novembre 2011, Google celebra il 60° anniversario della prima pubblicazione di Stanistaw Lem. Il logo di Google,  si è trasformato in un gioco, animato e fantascientifico che fa diventare matti chi prova a cercare le soluzioni . . .  e con me ci è riuscito!
Ma chi era Stanislaw lem? E’ uno scrittore, filosofo e medico polacco nato a Leopoli il 12 dicembre 1921 e morto a Cracovia il 27 marzo 2006.
Con questo logo ci si gioca e ci si diverte! Infatti, attivando il doodle, si viene inseriti in una vera e propria storia dove sarai tu a salvare il personaggio che vedi in bianco e nero.
Stanislaw, che da prima si dedicò allo studio della filosofia e dopo decise di seguire la strada del padre, iscrivendosi alla Facoltà di Medicina di Leopoli, dovette abbandonare gli studi a causa della seconda guerra mondiale e dell’occupazione nazista. Però ricevette numerosi premi: nel 1973 in Polonia ebbe il prestigioso “ Premio di Stato”; nel 1976 il “Grand Prix” al terzo Congresso Europeo di Fantascienza tenutosi a Poznań. Ma le riconoscenze per la sua bravura non terminano qui. Nel 1977 infatti venne candidato dalla Polonia al premio Nobel per la letteratura e fu riconosciuto cittadino onorario dalla città di Cracovia.
Google vuole dunque ricordare, Stanislaw Lem, considerato uno dei maggiori scrittori polacchi. Ma Lem è anche uno dei più influenti scrittori di fantascienza contemporanea non angloamericana.
Il suo più grande capolavoro è Solaris. Un romanzo che ha ispirato il regista sovietico Andrej Tarkovskij. Nel 1972 infatti viene alla luce un film di grande successo.
Altra grande opera è la Cyberiade (logo di oggi Cyberiada, Marcos y Marcos). La Cyberiade costituisce una delle più grandi raccolte di racconti fantascientifici di tutti i tempi.
Lem nei suoi racconti decide di parlare principalmente di due costruttori Trurl e Klapaucius e delle loro invenzioni e avventure nello spazio. La storia tratta diverse tematiche: dalla fatascienza alla filosofia, dall’ingegno umano alla forza distruttrice delle macchine e dunque della ribellione dei robot nei confronti dei loro creatori. Nella piccola parte di storia che vediamo nel logo di Google potete infatti ammirare i due robot super intelligenti creati appositamente.
Per risolvere la storia non dovrete far altro che rispondere a qualche piccola domanda di matematica facendo bene corrispondere le linee grafiche.

La soluzione del gioco 
Ma per capire bene la storia bisogna vedere come risolvere il gioco del doodle di Google.
Si incomincia vedendo un omino, pensieroso, che cammina verso destra e se provate a ciccare  con il mouse sul punto interrogativo, vi appare una schermata dalla grafica molto carina, in cui è riportato “Stanislaw Lem 60° anniversario della pubblicazione . . . creazione dedicata alle illustrazioni di Cyberiade di Daniel Mroz”. Poi vedi scendere dall’alto un pulsante, ed è proprio dal pulsante play, presente sul quadrato tenuto dall’uccellino, che si manda avanti la storia. Una volta schiacciato il pulsante, l’omino si muove e nel fumetto si vede quello che sogna, cioè realizzare un robot, ma dovrai aiutarlo tu a costruirlo.(Fig. 1)

Fig. 1

 
Dopo si materializza un gigantesco Robot che, ti chiede la soluzione del primo quesito: 2+2= (Fig. 2)


Fig.2

Ma è facile, 4 è la soluzione, basta cliccare sulla freccia che va verso l’alto sul suo addome, precisamente 7 volte (se noti è lo stesso numero che appare sulla pancia del robot), aspettare che appari il 4 e dare l’ok dal pulsante tondo.
Fig.3

Dopo, un secondo calcolo, un po’ più difficile, non per la somma, ma perchè compaiono numeri inesistenti: 1+2=
(Fig. 3) Devi spingere le quattro frecce in modo da modificare il numero digitale, andando per tentativi. Attenzione, appare anche “E” che inganna l’occhio potrebbe sembrare il 3 ma ovviamente è sbagliato. Se dai l’ok l’omino molto buffo, annuisce con la testa e ti ricorda: “1+2=3”. 



Fig.4


Il terzo quesito: 1+1= è il più difficile, ogni tasto consente di visualizzare una stanghetta che forma il 2. Io ci sono impazzita! Ma perché ero concentrata solo sulle 4 frecce a destra, non avevo visto che ce ne erano anche sopra  e sotto il display. Molto pazientemente arrivi alla soluzione.(Fig. 4)

Il nostro protagonista va avanti e continua a sognare il suo robot. A questo punto compare un altro macchinario con una sorta di grafico al suo interno. Il protagonista ci suggerisce la forma che dobbiamo visualizzare (fig. 5)

Fig. 5


Con le frecce facciamo apparire il grafico più lineare. Questo è facilissimo le linee devono coincidere perfettamente, basta selezionarle dalla freccia e vedere dal display della macchina.
Dopo ne compare un secondo. Riselezioniamo entrambi in modo che coincidano. Stesso discorso con il terzo grafico. Notate che dovete tornare sui precedenti grafici per visualizzare sempre quello di forma lineare più adatto (vedi fig. 6). Anche qui andando un po’ a tentativi si arriva alla soluzione.


Fig. 6
 Arrivati alla soluzione si clicca sul riquadro e si accede ad un altro giochino da risolvere, forse il più facile. Si deveve far saltare il robot sulla piattaforma semovente (Vedi fig. 7). La difficoltà sta nel capire esattamente il momento in cui farlo saltare, ma solo con un paio di tentativi si riesce a capire il meccanismo. Si può spostare il cannone verso destra o sinistra per aiutarci. L’ideale è spingere il pulsante quando la base è leggermente alla destra o alla sinistra del cannone. Per l’ultimo salto sarà necessario spostare il cannone tutto sulla sinistra. Si schiaccia solo quando si vede comparire la base.



Fig.7


Il logo va ancora avanti e compare un gatto al nostro fianco. Ho provato a toccarlo con il mouse e il gatto scappa! Che buffo . . .  ma finalmente siamo alla fine!
 Il nostro robot viene creato. E’ maestoso e campeggia sul logo Google. Compare anche un nostro personaggio alla nostra destra. A questo punto schiacciate il bottone centrate. Il robot si anima (vedi fig. 8).




Fig.8

L'uomino gli chiede un sacchetto e lo ottiene dal robot. Poi gli chiede un altro oggetto simile a un disco e lo ottiene. Infine il nuovo personaggio alla nostra destra gli chiede qualcosa di inimmaginabile: il quadro inizia a tremare, scappa il gatto, scappano i personaggi, il robot esplode e resta il nulla. E’ la distruzione dell’universo. 

Ci siete riusciti? Non ancora? Provateci, ne vale la pena. Un logo che certo resterà nella storia dei Doodle per fascino complessità e divertimento.


Lo scrittore polacco aveva 84 anni quando è scomparso a Cracovia, città nella quale abitava da molto tempo. Non scriveva romanzi dal 1987. I suoi romanzi sono stati tradotti in ben 40 lingue. Lem ha venduto più di 20 milioni di copie.

















venerdì 18 novembre 2011

Louis Daguerre: il papà del "Dagherrotipo"



Google oggi, 18 novembre 2011, fa il bis con un altro Doodles, ma questa volta dopo Giò Pomodoro, celebra il 224° anniversario della nascita di Louis Daguerre, il papà del "Dagherrotipo", personaggio altrettanto impotante della nostra storia.

Louis-Jacques- Mandè Daguerre, nato a Corneilles-en- Prisis il 18 novembre 1787 e morto a Bry-sur-Marne, il 10 Luglio 1851, fu un'artista e chimico francese, ma è passato alla storia per aver inventato e probabilmente cambiato per sempre la storia della fotografia.  Louis Daguerre, che ha infatti inventato il processo fotografico chiamato "dagherrotipo", trascorse i primi anni della sua vita a Orléans.
 Figlio di genitori lavoratori, suo padre era impiegato nella tenuta reale, muove i suoi primi passi facendosi assumere per gli allestimenti dell’Opéra de Paris. Per Louis sono anni ed esperienze importanti, perchè è qui che capisce molti trucchi nell’ambito del disegno e della scenografia.
Importante anche la sua esperienza negli anni in cui diventa allievo di Pierre Prévost, il  primo pittore francese che si è avventurato nel complicato campo dei panorami.
Con il trascorrere degli anni affina la sua arte e diventa un pittore e uno scenografo teatrale. Ma inizia a diventare davvero celebre quando inventa l'impiego a teatro del "diorama", una specie di fondale dipinto con l'aiuto della camera oscura. su questo sfondo prova a proiettare luci e colori di intensità diversa. E' un vero successo, perché il risultato è molto suggestivo, e questo gli procura molta fama nell'ambiente, dal momento che il suo modo di lavorare lo rende unico nel panorama teatrale.

 E' solo a partire dal 1824 che Louis inizia a sperimentare nuove tecniche in modo da riuscire a fissare l’immagine ottenuta attraverso la camera oscura. In questa attività diventa fondamentale per lui, il rapporto con Joseph Niépce, con cui si scambia risultati, pareri e opinioni importante. Purtroppo, non riuscirà subito con il suo collega a raggiungere risultati significativi, ma solo sei anni dopo la morte di Niepce riuscirà a mettere a punto la tecnica che poi verrà ricordata con il suo nome: la dagherrotipia.
La tecnica verrà poi presentata al grande pubblico solo nel 1839: sarà merito dello scienziato François Arago che la presenterà in due diverse sedute pubbliche all’Académie des Sciences e dell’Académie des Beaux Arts.
Louis riuscirà in vita a godere della sua invenzione e del successo giustamente tributatogli. Questo grazie al fatto anche la sua invenzione, una volta comunicata a tutti, gli varrà una pensione vitalizia. Certo un riconoscimento minimo rispetto all’importanza di ciò che aveva fatto. Louis Daguerre è stato un pioniere la cui invenzione ha poi costituito la base dello sviluppo della fotografia futura, e per questo oggi Google gli dedica il suo Doodle.

Chissà se domani Google ci regala un terzo Doodle ?!?
Non c'è due senza tre e . . . 
  




Giò Pomodoro



Giò Pomodoro, famoso scultore italiano, avrebbe compito 81 anni,  ricordato ieri -17 novembre- da Google con un Doodle "scarabocchio".

Devo dire che non è proprio carino eh . . . Giò Pomodoro, nato nel 1930 a Orciano di Pesaro, è uno dei più grandi scultori astratti a livello mondiale. 
Il Doodle di oggi vuole proprio ricordare Giò Pomodoro e le sue opere. L'artista scompare a Milano, nel suo studio, il 21 dicembre del 2002.
Giò Pomodoro (1930-2002)
Già a partire dal 1955, collaborando anche con il fratello maggiore Arnaldo e con artisti del calibro di Piero Dorazio, Gastone Novelli, Giulio Turcato, Tancredi Parmeggiani, Achille Perilli e Lucio Fontana, presentò delle opere al Gruppo Continuità, che vedeva la partecipazione di critici come Guido Ballo, Giulio Carlo Argan, e Franco Russoli.. Più tardi però si staccò da questi artisti e si diresse incontro a un pensiero di "rappresentazione razionale dei segni". Egli si dedicò attivamente alla ricerca scultorea, partendo giovanissimo con le prime esperienze informali sul segno, per approdare ai grandi cicli sulla materia e il vuoto - Superfici in tensione e Folle - e sulla geometria - Soli, Archi e Spirali.
Giò Pomodoro - Terra sole bronzo (1957)
Giò Pomodoro iniziò ad esporre dagli anni 50′ aderendo al modello dell’arte “informale”, distinguendosi per il rivoluzionario utilizzo di materiali come la stoffa o la gomma. A quel tempo abbasstanza sconosciuti.

Opere più famose: la Bandiera per Vladimiro riferita al poeta Majakovskij; lavori ispirati al governo di Salvador Allende; l’omaggio ad Antonio Gramsci. E come spiega wikipedia: " Predilesse ampie aree fluttuanti in bronzo e grandi blocci scolpiti nel marmo o squadrati con rigidezza nella pietra. In queste opere solitamente si aprono degli spazi vuoti che lasciano irrompere la luce del sole. Il sole, infatti, è spesso il soggetto delle sue opere (anche se non viene rappresentato esplicitamente) a cui sono legati dei precisi significati ideologici dell'autore".
Sembra infatti che la scritta Google venga attraversata dalla luce del sole, come in una delle sculture di Giò Pomodoro.





giovedì 17 novembre 2011

Lezione di Patty: Il punto nodini

Tutta questa lezione dedicata al "punto nodini". Forse qualcuna di voi non lo conosce, ma con questa lezione potete realizzare un lavoro al punto nodini partcolare.

Come si usa il punto nodini.
Si usa per ricamare un piccolo particolare del disegno, come un occhio, o il bottone di un fiore.

(Fig. 1)
Si inizia uscendo con l'ago sul diritto del lavoro. Tenete il filo sulla sinistra, (vedi fig. 1) avvolgetelo intorno all'ago tre o quattro volte. Puntate l'ago nelo stesso foro di uscita.
tenete fermi con l'unghia del pollice sinistro i fili avvolti, uscite con l'ago sul rovescio.


(fig. 2)

Fate scorrere il filo fino a quando sul diritto rimane soltanto il nodino, ma non tirate oltre per non farlo scomparire sul rovescio (vedi fig. 2).

Poi dove applicarlo sta alla vostra fantasia e creatività . . . 

Ecco, finito! C'è più voluto a spiegarlo che a farlo!

Lezione di Patty: Il punto croce a tre quarti.

In questa lezione si parla di "punto croce a tre quarti". Quando trovate sulo schema un simbolo o un colore che prende solo la metà di un quadretto tagliato in diagonale, il punto che dovete ricamare è un punto croce a tre quarti.
E' un punto parziale che viene usato ai margini del disegno o di un particolare interno, in modo da farvi ottenere un contorno lineare più elegante e preciso della tradizionale scaletta.

Come si lavora a punto croce a tre quarti.
Il punto croce a tre quarti chiude una fila di punti croce dello stesso colore, quasi sempre.
Quando le file sono più di una, ricamate prima tutti i punti croce intere delle varie file e solo dopo, uno a uno, i punti croce a tre quarti. Secondo la direzione del quarto punto, il punto croce a tre quarti si lavora in maniera diversa.




A) Se dovete eseguire il punto croce a tre quarti verso il basso a destra, ricamate l'andate del punto croce (uscite da 1 - entrate in 2), uscite da 3 e rientrate con l'ago nel centro del punto precedente dopo aver sovrapposto il filo. 





B) Se dovete eseguirlo verso l'alto a sinistra, uscite da 1, entrate in 2, uscite dal centro del punto precedente, sovrapponete il filo e rientrate in 4.







 
 C) Se dovete eseguire il punto croce a tre quarti verso l'alto da destra, uscite dal centro, entrate in 2, uscite da 3 e rientrate in 4.    











D) Se dovete eseguirlo verso il basso a sinistra, uscite da 1, entrate nel centro, uscite da 3 e rientrate in 4. Quando sullo schema vedete all'interno del disegno dello schema un quadretto diviso in diagonale con due simboli o colori diversi, vuol dire che dovete lavorare due punti a croce a tre quarti avvicinati, in due colori diversi.









E) Lavorate i due punti nella direzione necessaria, uscendo e rientrando per entrambi negli stessi fori della sequenza 1-2, oppure 3-4. Al centro, non entrate mai con l'ago tra i fili di un punto già lavorato, ma passatevi sopra tanto in entrata quanto in uscita.  





Ecco questa lezione è finita, alla prossima!

martedì 15 novembre 2011

Nozioni generali sul Punto Croce

I° LEZIONE

Prima di tutto, qualche nozione generale su il punto croce è doverosa!
Devi sapere che, dovrai ricamare a punto croce su  una tela a trama regolare e larga. 
Se decidi di usare una tela di lino, oppure di cotone o di altro filato, i fili devono essere contati e perciò ben visibili in modo da poter individuare piccole zone quadrate (ad esempio 4x4 fili di trama e ordito) su cui stendere il ricamo che delinea le diagonali di quei piccoli riquadri. 
Se invece usi la “Tela Aida”, stoffa apposita per il punto croce, dovrai far passare nei fori formati dalla trama del tessuto, l’ago per formare il punto croce e il tuo lavoro scorrerà più facilmente e il risultato sarà perfetto.

domenica 13 novembre 2011

Portaprofumo in vetro

Oggi, invece vi voglio presentare una mia creazione, ma questa volta in vetro.


profumo a "fiore"

Avevo bisogno di un contenitore per metterci un profumo, che mi è stato regalato, dal design particolare, perchè ha una forma a "fiore" (di Pupa), colore verdeacqua, molto bello direi.
Non avevo una minima idea di dove poterlo mettere, ma pensando e ripensando, con un pò di creatività, ho preso una bottiglietta del succo di frutto, vuota, sempre dalla forma particolare e, mi è passata dalla mente l'ispirazione di colorarla con i colori per vetro. Che genio!


Vi ho dipinto tre belle foglie, naturalmente verdi.





Ecco, in questa foto potete vedere meglio la forma della bottiglietta.




Ho comprato delle pietre in vetro colorate, verde e bianco sfumate, dello stesso colore, eh sì, perché a me piace abbinare i colori, e le ho messe dentro per appesantire la bottiglia. Infine, un bel nastro di raso, che avevo, messo intorno al collo della bottiglia, legato con un fiocco e . . . . . .







 . . . . vholà! Ecco, il risultato!
Un bellissimo portaprofumo da tenero su una mensola o in una scaffalatura in camera, e sempre a portata di mano.



E con questa creazione, è nata anche la mia passione della pittura su vetro.

Quante cose si riesce a fare con un pò di creatività !!! 

sabato 12 novembre 2011

Un sorriso

Una volta qualcuno mi ha regalato un foglio dove c'era scritta questa poesia, che e mi è molto piaciuta.
Adesso ve la voglio leggere così . . . . per farvi un dono !






Un sorriso non costa niente e produce molto arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo da.
Dura un solo istante,
ma talvolta il suo ricordo è eterno.
Nessuno è così ricco da poter farne a meno,
nessuno è abbastanza povero da non meritarlo.


Crea la felicità in casa,
è il segno tangibile dell’amicizia,
un sorriso da riposo a chi è stanco,
rende coraggio ai più scoraggiati,
non può essere comprato, né prestato, né rubato,
perché è qualcosa di valore solo nel momento in cui viene dato.


E se qualche volta incontrate qualcuno
che non sa più sorridere,
siate generosi, dategli il vostro,
perché nessuno ha mai bisogno di un sorriso
quanto colui che non può regalarne ad altri.

(di P. Faber)


Questa poesia potrebbe essere banale, però quello che dice è vero . . . .  un sorriso non costa nulla!

Un bacio virtuale a tutte le mie amiche virtuali

Un KISSSS . . . . .E UNA ROSA PER TE!

E questo per dirti che anche l'amicizia "virtuale" ha un senso . . . .  niente è a caso!



SEI SEMPRE NEI MIEI PENSIERI !!!

Bello in rosa!

Oggi ancora un'ultimo mio quadretto al punto croce.

 Bello in rosa . . . . . con un messaggio biblico: "Il signore ha cura di me". (Salmo 40:17) 






Realizzato su tela aida, colore bianco a quadretti piccoli.

Il carattere dell'alfabeto è semplice, ma la cornicetta intorno lo rende unico!





Eccolo qua messo in cornice, e che cornice!
La cornice è una di quelle semplici di compensato. E' stata dipinta con colori acrilici, rosa e beige, ma non da me.

Se potessi tornare indietro . . . . . . . la ridipingerei io!




CIAO







venerdì 11 novembre 2011

Rosso e . . . d'oro

Vi presento un altro mio capolavoro al punto croce, naturalmente.

. . . . E un altro messaggio biblico: " Io sono venuto come luce nel mondo". (Giovanni 12:45)


 Stavolta di rosso  . . . . . realizzato sempre su tela aida colore bianca a quadretti piccoli
ho aggiunto al rosso il colore dorato, perchè la cornice è infatti color d'oro con dei puntini rossi.
Qui nella foto non si vede ma è molto intonata. Mi piace abbinare i colori della cornice con quelli del ricamo.

Bocciolino di rosa

Adesso siamo serie eh! Ecco un mio quadretto con un messaggio biblico.


"Anima mia, benedici il Signore!" (Salmo 103:1)


Molto carino vero ? E il bocciolino di rosa è un amore . . . . . realizzato su tela aida colore bianca.
Io l'ho messo in una cornice  che può essere appesa ad una parete, oppure su un comodino o altro.

L'alfabeto è molto particolare e il colore rosa lo rende molto tenero, ma nell'insieme è semplice ed elegante nello stesso tempo. a mio parere può essere un'idea simpatica per un regalo.


Eh sì, i quadretti sembrano essere le mie specialità!

giovedì 10 novembre 2011

Solitudine


Solitudine,
fredda lama pungente
che ha diviso i tuoi anni nelle profondità dell’anima

Solitudine,
amica fedele
nei silenzi a due
della tua casa

Solitudine,
nascosta
in mezzo a folle di amici indifferenti

Solitudine,
impressa nel tuo cuore
da chi ti ha lasciata
per troppo tempo da sola


 Solitudine,
amica intima
sciolta in lacrime profonde
nel cuscino di notti scure

Solitudine,
amara per quella carezza bramata
e per quel bacio atteso in segreto
e mai avuto

Solitudine,
gridata da occhi profondi
di bambino fragile e puro

Solitudine,
fra le sbarre gelide
di una gabbia
nella quale sei venuta alla vita

Solitudine,
improvvisa
per quelle mani di padre
che se ne sono andate in fretta
senza avere neppure il tempo di dire ciao

Solitudine,
stretta fra le braccia
della fragilità
di una vita sospesa
sul precipizio della morte

Solitudine,
figlia di un tradimento
inaspettato e sofferto
che ha aperto ferite e solchi
in un cuore già duro

Solitudine,
vuoto improvviso
colmo di tenebre in pieno giorno

“Quante solitudini
della solitudine
Hanno scandito i miei giorni.
Solo ora conosco
che Dio è rimasto solo
quel giorno
per incontrare me ed essere mio vero amico
nella solitudine della mia vita”
(Autore sconosciuto)


DEDICATA ALLE DONNE CHE  SI SENTONO SOLE . . . . . 











martedì 8 novembre 2011

A fare e a disfare . . . . .

. . . . si impara a lavorare!

Sì, va bhé ! Aiuto quando terminerò il mio quadretto? Sono sempre a disfarne un pezzo!

"A fare e a disfare si impara a lavorare!" - diceva sempre mia nonna, la quale faceva la sarta. Cuciva, sbagliava, disfaceva e lo faceva di nuovo. Io, che ero una bambina, la guardavo sempre mentre cuciva, mi guardava e mi diceva: " A fare e a disfare si impara a lavorare!". E lei pazientemente si rimetteva a cucire . . . . . . .

Ma adesso che sono adulta ho qualche dubbio: ma davvero che si impara a lavorare, oppure si perde solo tempo?

lunedì 7 novembre 2011

Marie Curie: la prima donna professore

Oggi 7 novembre 2011 è il 144° anniversario della nascita di Maria Skłodowska, meglio conosciuta come Marie Curie, scienziata polacca, che fu costretta a trasferirsi in Francia, per poter proseguire gli studi che aveva iniziato da autodidatta.


Chimica e fisica non erano certo le mie materie preferite, ma Google oggi la ricorda  con un Doodle impressionista che la ritrae mentre "gioca" con i propri alambicchi. 



 Marie si dedicò molto allo studio del "radio" e del "polonio", tanto che vinse nel 1903 il "Premio Nobel" per la fisica e nel 1911 per la chimica.

 Pierre e Marie Curie
Marie, che è stata  il primo professore donna in Francia,  si trasferì a Parigi e qui, a partire dal 1891 iniziò a frequentare la Sorbona, dove si laureò in fisica e matematica. Ed è qui che incontrò il docente Pierre Curie, che poi sposò.


Nel dicembre del 1897 iniziò a compiere degli studi sulle “sostanze radioattive”, che da allora rimasero al centro dei suoi interessi.
Nel 1906 le muore il marito,  Pierre Curie accidentalmente e, le fu concesso di insegnare nella prestigiosa università. Due anni più tardi le venne assegnata la cattedra di fisica generale, diventando la prima donna ad insegnare alla Sorbona. 

 Durante la Prima guerra mondiale, ebbe il soprannome di “crocerossina radiologica”, e operò in qualità di radiologa per il trattamento dei soldati feriti.
Marie Curie
Riuscì a dotare un'automobile di un'apparecchiatura radiografica rendendo così possibili le indagini radiologiche effettuate al fronte e partecipò alla formazione di tecnici e infermieri.


Purtroppo  fu colpita da una grave forma di anemia aplastica, malattia quasi certamente contratta a causa delle lunghe esposizioni alle radiazioni di cui, all'epoca, si ignorava la pericolosità. Morì nel sanatorio di Sancellemoz di Passy (Alta Savoia), nel 1934.

Una donna tanto amata e apprezzata che addirittura venne ricordata in una canzone dei Kraftwerk, che si intitola “ Radioactivity”, del 1975,


 


giovedì 3 novembre 2011

Le molte virtù di Chuang-Tzu

Ciao a tutte! Eccomi qua . . . . ho trascorso il mio compleanno con un bel raffreddore ed ancora oggi non mi è passato. E così non ho potuto lavorare al mio quadretto, perchè sono stata impegnata a farmi 2-3 volte al giorno l'"aereosol", uffa! 

Ma la conoscete la storia di Chuang-Tzu?!? No? 
Sembra il momento giusto per raccontarvi questa storia, ma  non so qual'è il titolo originale! Qui ho voluto darlo io per personalizzarla un pò.



Tra le molte virtù di Chuang-Tzu c’era l’abilità nel disegno. 
Il re gli chiese il disegno d’un granchio.
Chuang-Tzun disse che aveva bisogno di cinque anni di tempo e d’una villa con dodici servitori. 
Dopo cinque anni il disegno non era ancora cominciato. 
“Ho bisogno di altri cinque anni” disse Chuang-Tzun. 
Il re glielo accordò. Allo scadere dei dieci anni, Chuang-Tzun prese il pennello e in un istante, con un solo gesto, disegnò un granchio, il più perfetto granchio che si fosse mai visto.” (di Calvino, Lezioni americane).

La mia domanda: "Che cosa ci insegna questa breve storia di Italo Calvino?". 

Qualcuna di voi risponderà: "Le opere d'arte hanno una lunga gestazione nella mente dell'artista!", altre ancora: "L'azione è più importante della contemplazione!". 
E quelle un pò maliziosette risponderanno: "Gli artisti sono persone inaffidabili!" - oppure- "I re hanno sempre fretta !!!". 

Ah ah ah! Ma no ragazze niente di tutto ciò!  La risposta giusta é: "Per poter lavorare bene bisogna avere scadenze impellenti!". Beh! Ovvio no ?!?


Quindi, anch'io per finire il mio quadretto dovrò avere una scadenza impellente! E già . . . . . . . impellente, ossia urgente, come il mio quadretto! :)






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