martedì 24 aprile 2012

Gideon Sundback: il papà della "Zip"







Oggi 24 aprile, l'home page di Google si pare con una zip e perchè? Perchè Mountain View omaggia oggi Gideon Sundback, l'inventore della zip, ossia della moderna cerniera a lampo. Basta accedere nel motore di ricerca e ci si ritrova subito davanti a una cerniera lampo posta in verticale in mezzo alla scritta Google che attraversa tutto il logo. Con un clik sul logo si apre la cerniera, dall'alto verso il basso, come se fosse vera, rimandando l'internauta alla biografia dell'inventore.
Gideon Sundback, ingegnere svedese, nato il 24 aprile 1888 e morto il 21 giugno 1954, viene ricordato per il suo decisivo ruolo nello sviluppo della cerniera lampo.  Nel 1914 Sundbäck migliorò la sua invenzione in un nuovo modello, chiamato "Hookless N° 2", che era di fatto il prototipo completo della moderna cerniera, ma il brevetto per "il fermo separabile" fu registrato nel 1917 presso l'ufficio brevetti statunitense, con numero 1219881. In quello stesso anno un sarto di New York utilizzò il nuovo congegno per una cintura con tasche data in dotazione ai marinai americani. In quell'anno vennero vendute 24 mila chiusure lampo.
(Se vuoi vedere il brevetto di Gideon Sandback clicca qui: "il fermo separabile".)

Sundbäck sviluppò anche i macchinari per la produzione industriale della sua neonata cerniera lampo, e divenne presidente di una società chiamata Lightning Fastener Company, nell'Ontario in Canada, ma continuò a resiedere negli USA e mantenne la cittadinanza statunitense.



Qui sotto il video 








domenica 22 aprile 2012

La Giornata della Terra: un Doodle animato











Oggi  22 Aprile 2012, Google celebra La Giornata della Terra, in inglese " Earth Day", con un bellissimo Doodle animato (quello che vedete sopra), formato da diverse piantine, che piano piano fioriscano in fiori blu, rossi e gialli, quelli che sono poi i colori del logo originale di Google. Qui potete vedere le immagini in successione: Earth Day Doodle2012.

Un pò di informazioni
Earth Day è il nome usato per indicare il giorno in cui sicelebra l'ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra. Questa festa viene celebrata ogni anno all'Equinozio di Primavera dalle Nazioni Unite, ma è un'osservanza ufficializzarla il 22 aprile. La festività è riconosciuta da ben 192 nazioni e viene celebrata da quasi mezzo miliardo di persone. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degliecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.


"Ogni essere umano, a prescindere dalla sua etnia, sesso, salario, o zona del mondo dove vive ha il diritto morale a vivere in un ambiente sano, equilibrato e sostenibile"
 
 L'obiettivo della "Giornata della Terra"
Fu proprio da questo  principio che, il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. Oggi, su questo principio quanto mai d’attualità ci si mobiliterà ancora, in 175 paesi del mondo.

 La Giornata della Terra 2009 segnò l’inizio di una grande campagna di sensibilizzazione denominata dagli organizzatori “Green Generation Campaign” i cui punti principali sono la ricerca di un futuro basato sulle energie rinnovabili, che ponga fine alla nostra comune dipendenza dai combustibili fossili, incluso il carbone. Un impegno personale a un consumo responsabile e sostenibile. La creazione di una “economia verde” che tolga la gente dalla povertà con la creazione di milioni di “posti di lavoro verdi” e trasformi anche il sistema educativo globale in un sistema educativo “verde”.


 In attesa del Doodle "Earth Day" del 2013 qui sotto potete vedere quegli degli anni passati:


2011


2010



2009










2008

2007

 

2006


2005

 

2004

 2003



2002

2001



sabato 14 aprile 2012

Robert Doisneau: 4 scatti fotografici in un Doodle







Oggi 14 aprile 2012, Google fsteggia il 100° anniversario della nascita di Robert Doisneau, celebre fotografo francese, con il primo logo personalizzato statico proposto in due versioni differenti: una visualizzata in homepage  (quello che vedete sopra) e un'altra che compare nella parte superiore sinistra nelle pagine dei risultati. Il bellissimo Doodle, in bianco e nero, è composto da 4 rielaborazioni di alcune delle sue opere più famose: la più famosa è probabilmente quella intitolata “Bacio davanti all’Hotel de Ville”,scattata nel 1950 e che ritrae due giovani che si baciano per la strada, fra la folla, accanto ai tavolini di un bistrò (Vedi Fotto sotto); la prima a sinistra è quella intitolata "Le remorqueur du Champ de Mars,Paris” raffigura due bambini ai piedi della Tour Eiffel. I bambini sono i suoi soggetti preferiti: nella foto il bambino davanti pedala in sella alla sua bicicletta trascinando dietro di sé la bambina che lo tiene per il cappotto.  

Robert Doisneau amava immortalare la cultura dei bambini della strada e dei loro giochi, arrivando a conferire alle loro attività, seppur infantili, rispetto e serietà. Poi la seconda al centro è quella intitolata “Trois petits enfants blancs, parc Monceau, 1971”, in cui in primo piano c’è il monumento dedicato a Guy de Maupassant e sullo sfondo tre bambini con impermeabili bianchi ed infine, “Le chien a roulettes, 1977”, un cane con le ruote al posto delle zampe posteriori che sembra quasi attendere di essere spinto sul marciapiede.

Robert Doisneau, nato a Gentilly il 14 aprile 1912,
Bacio davanti all’Hotel de Ville -1950
si dedicò in gioventù allo studi della litografia e, dopo aver lavorato come assistente dello scultore André Vigneau, iniziò la sua carriera come fotografo industriale.

Negli anni della seconda guerra mondiale prese parte alla Resistenza, prima di dare il via una collaborazione con l’agenzia Rapho destinata a durare mezzo secolo.  
Nel 1947 ricevette il Kodak Prize, ma Robert Doisneau è ricordato soprattutto per i suoi scatti delle strade di Parigi, proprio come quelli ripresi oggi da Google.
Morì il primo giorno di aprile nel 1994 a Montrouge, un sobborgo a sud est della capitale francese, all’età di 81 anni. 



 Robert Doisneau diceva:
   "Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere."


lunedì 9 aprile 2012

Eadweard J. Muybridge





Oggi 9 aprile 2012 cliccando sull'home di Google al centro nel quadrato giallo, è possibile vedere un grazioso e divertente Doodle: si tratta dell’animazione di The horse in motion che risale al 1878. 
Google celebra così il 182° anniversario della nasacita di Eadweard J. Muybridge, mostrandone gli scatti colorati del cavallo da corsa e cliccando sopra il filmato si anima.

The horse in motion è realizzato con 24 fotogrammi scattati da 24 camere fotografiche che hanno immortalato un cavallo da corsa nel suo elegante galoppo. 

Muybridge, fotografo inglese (nato il 9 aprile 1830 e morto Kingston upon Thames, morto l’8 maggio 1904) fu un vero e proprio pioniere della fotografia del movimento, diventato famoso per la "cronofotografia".

Le ipotesi di Eadweard J. Muybridge
 Il fotografo inglese  con il Horse in motion ha voluto dimostrare che durante il galoppo, esiste un momento in cui il cavallo solleva contemporaneamente le quattro zampe da terra, riuscì a catturare ogni istante del galoppo, attraverso le 24 fotocamere posizionate lungo il tracciato della corsa e ciascuna veniva azionata da un filo fatto scattare dagli zoccoli del cavallo. Questa scoperta è stata una vera e propria rivoluzione nei dipinti e opere di pittori e scultori, dove di solito i cavalli venivano raffigurati in maniera diversa.

domenica 8 aprile 2012

La Pasqua




La  Pasqua non è solo uova di cioccolato e colombe, ma molto di più!
La Pasqua è la resurrezione di Gesù Cristo. Lui è morto su quella croce e . . .  poi è risorto per donare la Salvezza a me e a te! La Pasqua ci ricorda che Gesù è veramente vivo!

La vittoria sulla morte ebbe un costo molto alto per Lui: lasciare la gloria in cielo, prendere un corpo umano e morire in croce. Tutto questo per dare vita all'uomo peccatore, a me e a te. Credi in Gesù, nel suo sacrificio per te e sarai salvato!!!






sabato 7 aprile 2012

La Parabola in una scatola vuota


“Per domani”, disse la maestra ai bambini, “portate in una scatola di cartone qualcosa che rappresenta la Pasqua”.
Alcuni ragazzi sapevano che Giorgio era il bambino più timido della classe, che non parlava mai, e nella loro semplicità, non sapendo che con loro parole potevano ferirlo, cercavano ogni occasione per prenderlo in giro.
“Domani ci divertiremo molto, quando Giorgio porterà la sua scatola. Chissà cosa vi metterà dentro?”, disse uno dei bambini.
Il giorno dopo, gli alunni portarono le scatole di cartone e le appoggiarono sulla scrivania. Anche Giorgio portò la sua e la mise fra le altre.
La maestra aprì la prima scatola, e ne uscì una farfalla! 
“E’ mia, maestra, l’ho portata io!”, gridò Maria tutta emozionata.


Farfalle Butterflies




“Brava, Maria, che bell’idea hai avuto!” le disse la maestra. E la bambina fece un sorriso che le illuminò ancor di più il volto. “Vediamo cosa c’è nella seconda scatola!”, disse poi.
Era la scatola di Tommaso e conteneva una piccola pietra ricoperta di muschio.
“Bravo, Tommaso! Sì, il muschio rappresenta nuova vita”, disse la maestra “è stata un’idea molto originale.”
La maestra aprì la terza scatola e, nel vedere che era vuota, immaginò che si trattasse di uno scherzo. Alcuni dei bambini invece cominciarono a ridere, perché sapevano che quella scatola l’aveva portata Giorgio.
A quel punto Giorgio, con tutto il suo coraggio, gridò:
“E’ mia, maestra, è mia questa scatola! Rappresenta la tomba di Gesù che nel giorno di Pasqua era vuota, perché Gesù è risuscitato per dare vita a tutti noi!”.
La maestra e i bambini rimasero senza parole per la geniale trovata di Giorgio, e per il coraggio che aveva avuto nel proclamare quella verità!





“Il Signore è veramente risorto!” (Luca 24:34)



La leggenda del pettirosso


Mamma uccello, come ogni giorno,
lasciò nel nido i suoi piccoli
per andare a procurare loro il cibo.
Mentre era in volo,
vide sulla cima di un monte
tre croci e tanta gente.
Curiosa, si avvicinò
e sulla croce centrale vide inchiodato un uomo
con una corona di spine in testa : era Gesù.
Fu presa da tristezza nel vedere tanta cattiveria
e cercò il modo di alleviare una sofferenza così grande.
Si posò allora vicino alla testa di Gesù
e col becco cercò di staccare la spina più grande.
Ci riuscì, ma il suo petto si macchò di sangue.
Tornò al nido,
raccontò ai figli la triste visione e,
mentre li abbracciava,
macchiò di rosso anche il loro petto.
Da quel giorno in poi,
quegli uccellini si chiamano "pettirosso".




venerdì 6 aprile 2012

Il sole ed il vento




Il sole ed il vento discutevano su chi fosse il più forte dei due. Allora il vento disse al sole: “Vedi quell’anziano signore avvolto nel mantello? Scommetto che riesco a fargli togliere il mantello in meno tempo di te!”
Detto ciò, cominciò a soffiare, mentre il sole si nascose dietro a una nuvola.
E soffiava, soffiava sempre con più forza, in tutta la sua furia, fino a trasformarsi quasi in un ciclone; ma, quanto più soffiava, più il mantello si arrotolava attorno all’uomo.
Alla fine datosi per vinto, si calmò.
Il sole, allora, uscito da dietro alla nuvola, sorrise benignamente all’anziano signore. Non passò molto tempo, che l’uomo, riscaldato dal tepore del sole, si tolse il mantello.
In tal modo il sole dimostrò al vento che la soavità e l’amore degli abbracci, sono più potenti della furia e della violenza”.

Questo racconto vuole farci riflettere sul fatto che spesso vogliamo cambiare gli altri con la forza del nostro carattere. Eppure, a volte, basta un semplice gesto d’amore, un sorriso o un abbraccio per abbattere i pregiudizi, o per togliere delle idee sbagliate che qualcuno si è fatto sul nostro conto. Se seguiamo l’esempio del sole, e non quello del vento, allora vedremo tanti risultati positivi nella nostra vita e in quella degli altri intorno a noi!

martedì 3 aprile 2012

Il miracolo degli aironi


Un pastore, uscito ad evangelizzare, incontrò un contadino scettico riguardo alla fede in Cristo Gesù. Alcuni giorni dopo, il contadino si recò dal pastore per esporgli un problema. Gli disse: “Pastore, l’ultima volta che è venuto a casa mia, mi ha parlato della fede che sostiene che per Dio non c’è niente d’impossibile. Ora io ho un problema, i miei campi di mais sono infestati di vermi, come i campi vicini. Non voglio che il mio raccolto vada in rovina, è l’unica fonte d’entrata per la mia famiglia”. Il pastore decise di pregare per quel raccolto affidando tutto nelle mani di Dio. non ci fu un risultato immediato e il contadino si rattristò: ormai non c’era più niente da fare. Passò una settimana, e una mattina, molto presto, il contadino bussò alla porta del pastore:
“Pastore, pastore, è successo un miracolo! Ero nei miei campi di mais, e vedevo rassegnato come il verme mangiava il mio mais; quando, all’improvviso, ho pregato di nuovo Dio. Mi sono messo al centro dei campi, e d’un tratto ho sentito un forte  ronzio. Pensavo  che fossero delle api, ma vidi una gigantesca nuvola bianca che si avvicinava. Non erano api, erano aironi azzurri. Si fermarono nei miei campi, e divorarono tutti i vermi. Quando finirono, si alzarono in volo, e andarono via, senza toccare i campi vicini. Pastore, Dio ci ha ascoltato, esaudendo le nostre preghiere!”.
Il miracolo degli aironi fu divulgato per tutta l’area, e molta gente venne a Gesù, ma la cosa più sorprendente è che non ci sono aironi azzurri in quell’area!


 
“Ogni cosa è possibile per chi crede” (Marco 9:23)

lunedì 2 aprile 2012

Nel mio mondo







Le bestiole
anche lor vivrebbero in casette
ben vestite in guanti con scarpette
nel mio mondo ideal
ogni fiore
se io fossi un po' di malumore
per distrarmi passerebbe l'ore
chiacchierando nel mio mondo ideal
gli uccellini
sempre allegri affabili e carini
canterebber l'arie di Puccini
in quel mio mondo ideal
se un ruscello
odi mormorar
potrai capir di cosa vuol parlar
che bellezza
se sapessi che
quel mondo delle meraviglie c'è.











Quanto mi piace questa dolce canzoncina di bambina sognatrice . . . . ve la ricordate? E' cantata da Alice in "Alice nel paese delle meraviglie", dove lei sogna un mondo ideale, fatto di animali che vivono in casette, vestiti con guanti e scarpe; tu puoi  parlare con i fiori e gli uccellini che cantano l'Aria di G. Puccini; odi il mormorio dei ruscelli e puoi capire che cosa vogliono dire.

E come Alice, vorrei anch'io vivere in un mondo così . . . che bellezza se sapessi che quel mondo delle meraviglie c'è!

Il muro







Si racconta che una volta, un uomo, inseguito da vari malviventi che volevano ammazzarlo, si rifugiò in una grotta. I malviventi incominciarono a cercarlo per le varie grotte che c’erano in quel posto.
L’uomo, disperato, elevò una preghiera a Dio, chiedendogli:
“Dio onnipotente, ti prego, fa che due tuoi angeli scendano a coprire l’entrata di questa grotta, così questi uomini non entreranno ad ammazzarmi”.
In quel momento sentì gli uomini che si avvicinavano alla grotta in cui lui si trovava. Ad un tratto vide comparire un ragno che cominciò a tessere una ragnatela sull’entrata.
L’uomo, chiuse di nuovo gli occhi per concentrarsi, ed elevò un’altra preghiera, questa volta più angosciato:
“Signore, ti avevo chiesto degli angeli, non un ragno! Ti prego, con la tua mano potente, colloca un muro all’entrata affinché gli uomini non possano entrare ed uccidermi”.
Aprì gli occhi sperando di vedere il ragno che continuava a tessere la ragnatela.
Quando i malviventi stavano per entrare nella grotta, il ragno aveva già coperto tutta l’entrata. A quel punto uno dei due uomini disse: “Entriamo in questa grotta!”
L’altro rispose: “No. Non vedi che ci sono delle ragnatele? E’ impossibile che vi sia entrato qualcuno. Continuiamo a cercare nelle altre grotte!”

Sai che cos’è la fede? La fede è il credere di ottenere ciò che non si vede, perseverare nelle cose impossibili. Qualcuno ha detto una frase molto significativa: “Se chiedi a Dio un albero te lo darà, in forma di seme”.

 
“Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono” (Ebrei 11:1)



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