martedì 7 febbraio 2012

Charles Dickens: i suoi personaggi nel logo di Google



E Google ha fatto il bis! Oggi celebra il 200° anniversario della nascita di Charles Dickens, con un bellissimo logo che ci illustra i personaggi più celebri dei suoi romanzi. Li riconoscete? Si riconoscono Ebenezer Scrooger, il vecchio taccagno di "Canto di Natale", quello in pigiama da notte e lanterna in mano al centro, sotto la seconda O di Google; il piccolo David Copperfield, il simpatico Oliver Twist, Samuel Pickwick e gli altri li saprete identificarli?

Chi era Charles Dickens? 
Dickens, nato a Portsmouth il 7 febbraio 1812 e morto a Gardshill il 9 giugno 1870, è stato un grande scrittore, giornalista e reporter di viaggio brittannico e forse è uno dei romanzieri più importanti e amati di sempre. Visse in una famiglia benestante di imprenditori, il secondo di undici figli, Charles fu anche impiegato presso la Marina Brittannica e studioso di rilievo. 
Oggi è uno dei romanzieri più popolari, basta pensare che il suo romanzo "Racconto di Due Città", con oltre 200 milioni di copie vendute è il quarto libro più venduto della storia dopo La Bibbia (6 miliardi di copie), "I Discorsi di Mao" (900 milioni) e Il Corano (800 milioni). 

 Dickens fu uno dei precursori dei cosiddetti "romanzi sociali", ossia romanzi che nei loro generi descrivevano, denunciavano e approfondivano gli stili di vita dei ceti sociali più bassi.


Charles Dickens (1812-1870)



Le sue opere: il suo primo romanzo "Il circolo Pickwick" (1836), "Le avventure di Oliver Twist" (1839), "La bottega dell'antiquario"(1841), "David Copperfield" (1849-50), "Tempi difficili"(1854), "Racconto di due città" (1859), il racconto "Canto di Natale"(1843).


Questo di oggi è il secondo logo dedicato ad un personaggio dell'arte, che viene pubblicato consecutivamente. Ieri è stato il turno del regista francese Francois Truffaut (ricordate?), il logo del quale è stato pubblicato solo in alcuni Paesi scelti, perlopiù europei, invece questo di Dickens, su tutte le home page del mondo di Google. Devo ricordare che lo scrittore è entrato nelle scuole di tutto il mondo da circa un secolo. Chi è che non lo conosce?


lunedì 6 febbraio 2012

Febbraio

 



Com'è buffo febbraio vestito da Arlecchino!
Cammina sotto un cielo ancora grigio; qualche
volta ai coriandoli mescola un freddo e fitto nevischio.
Ma il suo cuore è incostante come i colori del suo vestito.
E all'improvviso suscita un vento allegro, regala
lunghi raggi di sole, schiude le prime delicate
violette . . . . .
Mese strano e bizzarro, febbraio sa essere gentile
e la sua gioia pazzarella si muta a tratti in una gioia
più pura, in un discreto annuncio di primavera.

(di F. Pastonchi)

Francois Truffaut: regista francese

Ohhh! Finalmente, dopo tanto tempo e con grande attesa, oggi è apparso! Un nuovo Doodle di Google . . . dedicato all'80° anniversario della nascita di Francois Truffaut, scomparso nel 1984 e che avrebbe compiuto 80 anni.

Il logo si trasforma in tre diverse e simpatiche immagine che scorrono se cliccate sulla freccia nera a destra.
Queste sotto sono le immagini in ordine di scorrimento.









Ma chi era Francois Traffaut? Era un grande regista francese, ma non solo, anche sceneggiatore, produttore cinematografico e critico cinematografico, attore, pittore e scrittore.



Francois Truffaut - registra francese( 6 febbraio 1932-21 ottobre 1984)

Tra i titoli diretti da lui ricordiamo: "I quattrocento colpi", "Una storia d'amore" e "Fharenheit 451". Inoltre ebbe la fortuna di intervistare il grande Hitchkoc, che li rivelò molti dei suoi segreti e che lui ammirava molto.



In una battuta pronunciata dal regista Ferrand, uno dei maestri della Nouvelle Vague e protagonista di "Effetto notte", c'è tutta la poetica di Francois: "Su Alphonse, vieni: ora te ne ritorni in camera, ti rileggi il copione, e ti metti a lavorare un pò e poi cerchi di dormire. Domani si lavora, e il lavoro è più importante. Non fare il cretino, Alphonse: sei un bravissimo attore, il lavoro va a gonfie vele. Lo so, c'è la vita privata, ma la vita privata zoppica per tutti. I film sono avanti come i treni, capisci? - Come i treni nella notte. La gente come me e come te, lo sai bene, siamo fatti per essere felici nel nostro del cinema."


sabato 4 febbraio 2012

Priscilla, la mia bambola







Questa è Priscilla, la mia bambola! La chiamo così perché ha due occhioni verdi e grandi proprio come una bambola. Quì la chiamo: "Piccola, piccola!", o ma lei non intendeva girarsi.


Questo è un video di 3 anni fa circa, quando di salute stava benissimo ... adesso purtroppo no! Perché è da diversi mesi che è malata di un tumore brutto. Sì presenta come un grosso nodulo o ghiandola sotto l'orecchio fino alla gola. 

Quando ho saputo la notizia non volevo accettarlo tanto che, quì nel mio blog non l'ho scritto dal dispiacere. Non avevo parole da scrivere! E questo breve video sarà un ricordo di lei nel mio cuore. So che dovrà lasciarmi e ormai sto rassegnarmi all'idea . . . mi mancherà tanto anzi tantissimo! Ma sono sicura che un giorno ci incontreremo in Paradiso . . .

mercoledì 1 febbraio 2012

Aspetta con pazienza!


Quì ha nevicato molto e  questa neve mi ha ricordato un bellissimo aneddoto . . . . adesso ve lo racconto!

Un giorno di un inverno molto rigido, finì tutta la scorta di legna che un padre aveva fatto durante l'anno. C'era bisogno di altra legna, cosicché cercò un albero morto e lo tagliò. Quando arrivò la primavera, si rese conto, con grande tristezza, che quel tronco che lui aveva ritenuto morto, aveva cominciato a cacciare dei germogli. Allora quel padre disse: "Eppure ero sicuro che questo albero fosse morto. Ha perso tutte le foglie durante l'inverno e per il freddo rigido che c'è stato, i rami si sono rovinati e sono caduti, come se nel vecchio tronco non fosse rimasto nemmeno un pizzico di linfa vitale. Ora invece mi accorgo che c'era ancora vita in questo albero!". Poi rivolgendosi al figlio, aggiunse: "Oggi ho imparato una lezione molto importante, e non la dimenticherò più. Non dimenticarla nemmeno tu, figlio mio. Non tagliare mai un albero in inverno!"

 E' proprio una bella lezione vero? Questo aneddoto insegna anche a non prendere decisioni affrettate nei momenti di avversità. Infatti non bisogna mai prendere decisioni importanti quando si è nel peggiore stato di scoraggiamento. In quei momenti non siamo del tutto lucidi, siamo abbastanza confusi, e prendere decisioni sarebbe soltanto fare del male a noi stessi e a chi ci sta vicino. Qual è il consiglio? Aspettare e essere pazienti! Un giorno la tempesta passerà e allora avremo la lucidità di prendere le nostre giuste decisioni. 





"Ho pazientemente aspettato il Signore, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido" (Salmi 40:1)

martedì 31 gennaio 2012

I Giorni della Merla



 
Ma che freddo che fa! Ci credo i giorni 29-30-31 gennaio sono i "Giorni della merla", ossia i giorni più freddi dell'anno! E chissà se vi siete mai chiesti perché si chiamano così. Adesso lo saprete! E sapevate che i merli un tempo erano tutti bianchi?

Una leggenda narra che una merla, dalle piume bianche, era sempre maltrattata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si dilettava ad aspettare che la poverina uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare freddo e gelo. La merla, stanca delle incessanti angherie, un anno stabilì di fare provviste sufficienti per un mese, così si rinchiuse nella sua tana, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla credendo di aver raggirato il cattivo gennaio, uscì dal rifugio e si mise a cantare per deriderlo. Gennaio sì arrabbiò talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si riparò alla chitichella in un camino e lì rimase al sicuro per tre giorni. Quando la merla uscì, era salva, ma il suo bel piumaggio candido era diventato nero a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.

Esistono diverse versioni di leggende e come tutte anche questa nasconde un fondo di verità, quì infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo 29 giorni, che con il passare degli anni si tramutarono in 31. Secondo la leggenda, se i giorni della Merla sono freddi, la primavera sarà bella, se sono caldi invece arriverà in ritardo.

A me questi giorni sembrano freddi quindi la primavera sarà bella quest'anno! Allora dobbiamo ringraziare la merla








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